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Pizzica e tarantelle del sud Italia

Tramandati di generazione in generazione, i balli tradizionali del sud Italia, anche detti “Tarante”, sono eredità del mondo contadino e pastorale, della saggezza istintiva di un modo di vivere legato ai ritmi della terra e della natura.La loro funzione è ritualizzare l’incontro tra l’uomo e la donna, tra persone legate da legami parentali, tra giovani e anziani, quasi sempre coppie di opposti complementari in un clima di allegria e di entusiasmo.Attraverso il rituale si confermano e si rinnovano le buone relazioni, se ne creano delle nuove, di amicizia, di amore, di solidarietà, di simpatia.Le tensioni emotive, ritualizzandosi, allentano la pressione sulla comunità e si riequilibrano; a livello psico-fisico i balli sono rivitalizzanti, risvegliando sensazioni di forza, agilità e bellezza che generano sentimenti di gioia, sensualità e piacere di vivere.

LA PIZZICA

La pizzica è una danza popolare presente nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto e in tutto il Salento, ma diffusa anche in un’altra subregione della Puglia, la Bassa Murgia e Matera. Fino ai primi decenni del XX secolo presente in tutto il territorio pugliese, assumeva nomi differenti rispetto ai vari dialetti della regione confondendola spesso con le tarantelle.Fa parte della grande famiglia delle danze di tradizione denominate tarantelle, come si usa chiamare quel variegato gruppo di danze diffuse dall’Età moderna nell’Italia meridionale.

La pizzica, viene suonata nei momenti di festa di singoli gruppi familiari o di intere comunità locali. Nella pizzica si balla in coppia, non necessariamente formata da individui dello stesso sesso. Caratteristico della pizzica è il “fazzoletto“, accessorio immancabile nell’abbigliamento di un tempo, che veniva usato nel momento del ballo per invitare, sventolandolo, il partner prescelto. Con il passare del tempo la pizzica ha trovato una sua autonomia come tipo di danza e genere musicale, oltre a divenire un vero e proprio fenomeno popolare apprezzata in tutta la sua bellezza oggi ha contribuito a consolidare un legame culturale con altri fenomeni musicali.

 

LA TARANTELLA

Il nome “tarantella” deriva da “taranta”, termine dialettale delle regioni meridionali italiane per designare un ragno velenoso diffuso in particolar modo nelle campagne di Taranto, da cui prende il nome. In quelle zone il ballo della tarantella è in parte legato alla terapia del morso della tarantola. La tradizione affidava al veleno di questo ragno effetti diversi, a seconda delle credenze locali e chi veniva morso o credeva di essere stato morso da una tarantola (ma anche da scorpioni, insetti o rettili vari) tendeva a un esagerato dinamismo e ricorreva a terapie coreo-musicali credendo così che attraverso sudori e umori ci fosse l’espulsione del veleno. Con il termine tarantella vengono definite alcune danze tradizionali e le corrispondenti melodie musicali del Sud Italia, che sono prevalentemente in tempo veloce.

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INSEGNANTE
Cristina Casarini

Cristina Casarini Vive a Reggio Emilia (Italia), nel 1985 all’età di 17 anni, inizia a studiare danza popolare internazionale approfondendo gli studi in Germania, Inghilterra, Francia, Cechia, Olanda, Ungheria, Svizzera, Israele e Africa, partecipando a numerosi stages e seminari.Prosegue poi le ricerche, approfondendo anche gli studi relativi alle danze tradizionali italiane in varie regioni d’Italia, in particolare la pizzica salentina e le tarantelle del sud italia, per i quali si specializza in seguito, in modo regolare e approfondito.

Dal 1990 al 2003 collabora in qualità di danzatrice, maestra ripetitrice e coreografa alla realizzazione di numerosi spettacoli di danze etniche, partecipando a varie manifestazioni di piazza e danzando in vari teatri d’Italia e all’estero.

In seguito studia la “didattica” per l’insegnamento della danza popolare con numerosi  maestri olandesi fra cui Jan Knoppers (Accademia Nazionale di danza di Rotterdam-Olanda).

Attualmente è responsabile e docente di numerosi laboratori per bambini nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria in diverse città d’Italia, promovendo progetti di danze popolari nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel 2004 ha fondato l’associazione “BALLIAMO SUL MONDO” con sede a Reggio Emilia assieme ad altri collaboratori, con lo scopo di promuovere, diffondere e valorizzare la danza e la cultura popolare/tradizionale in tutte le sue forme. L’associazione si rivolge a chiunque desideri conoscere e utilizzare la danza popolare come strumento di socializzazione e conoscenza delle altre culture e alle realtà sensibili ai temi della pace e della convivenza civile. Da gennaio 2005 è direttrice artistica e coreografa del gruppo spettacolo Balliamo sul mondocon il quale ha realizzato lo spettacolo di danze tradizionali da tutto il mondo  “GIRA E DANZA IL MONDO”, presentato in  numerose manifestazioni di piazza in tutt’Italia